Trattamento Piede Diabetico

INDICE

Che cos’è il diabete?

Il diabete mellito (DM) è un’affezione endocrina dovuta a una carenza assoluta o relativa di insulina e/o alla sua utilizzazione periferica; in ogni caso si ha un interessamento del metabolismo glicidico, lipidico e protidico. La complessità del diabete è ben testimoniata dal numero di organi coinvolti nell’origine del problema e/o  interessati da complicanze.
Esistono diverse tipologie di Diabete:

A) Diabete di tipo I: causato dalle distruzione autoimmune delle betacellule del pancreas che producono insulina;

B) Diabete di tipo II : è causato da una variabile combinazione di un deficit di produzione di insulina e da una ridotta risposta  all’azione dell’insulina  a livello degli organi bersaglio;
C) Diabete di tipo 3: è tipico in soggetti anziani ed è caratterizzato da iperglicemia  e demenza per deficit di insulina a livello cerebrale;
D)Diabete gestazionale: rappresenta un’alterazione del metabolismo glucidico determinata da alcune variazioni ormonali specifiche della gravidanza e come tale tende a regredire dopo il parto;
E)LADA: acronimo di  Latent Autoimmune Diabetes of Adult;
F) Diabete monogenico: legato a mutazione di geni chiave nella regolazione del metabolismo glucidico;
G)Diabete secondario: causato da altre malattie;
H)Diabete inserito in Sindromi complesse.

Che cos’è il piede diabetico?

In Italia ci sono oltre 3 milioni di persone, affette da diabete, e  oltre il 50% delle amputazioni viene eseguito in pazienti diabetici.
Una delle complicanze più importanti del diabete è il piede diabetico che rappresenta la più importante causa di amputazione degli arti inferiori. È stato stimato che circa il 25% dei pazienti diabetici può sviluppare un’ulcera del piede nell’arco della propria vita.  
L’ulcera del piede diabetico può essere prevenuta e l’incidenza dell’ulcerazione può essere ridotta attraverso l’educazione mirata e continua sul paziente (e/o i caregivers) e al trattamento precoce dei fattori di rischio. I professionisti coinvolti in queste attività, costituiscono il team multidisciplinare, che è composto da medici specialisti (diabetologo, internista, ortopedico, chirurgo vascolare, radiologo, cardiologo, etc.) e figure professionali preparate e formate ovvero il podologo.

Quali sono i fattori di rischio del piede diabetico?

I fattori di rischio per lo sviluppo delle lesioni sono:
  • La neuropatia periferica
  • L’arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori
  • I traumi
  • Deformità importanti dei piedi
  • Pregresse ulcere e/o amputazioni
  • La nefropatia diabetica
  • Un visus diminuito
  • Lo scarso controllo metabolico
  • Il fumo di sigarette
I più colpiti sono soggetti di sesso maschile, con maggior durata della malattia.

Che ruolo ha il podologo?

Si parla di piede diabetico già quando siamo di fronte a delle condizioni pre-ulcerative che pongono il piede a rischio lesione.
Come riportato negli Standard Italiani per la cura del diabete mellito, un team per la prevenzione e cura del piede diabetico dovrebbe includere medici esperti, ma anche personale con competenze in campo educativo e personale addestrato per la cura del piede diabetico come il podologo.
L’obiettivo dell’educazione terapeutica è quello di migliorare la conoscenza dei pazienti sulla cura del piede, la consapevolezza e l’auto-gestione, migliorare la motivazione e le competenze al fine di facilitare l’aderenza a comportamenti adeguati.
La miglior difesa è la conoscenza del problema.
Il podologo è una delle figure di primo piano nella prevenzione e nel trattamento del piede diabetico.
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In cosa consiste la cura e prevenzione del piede diabetico

Il podologo ha un ruolo preponderante nella valutazione e cura del piede diabetico; il trattamento ci permette di:
  • Raccogliere l’anamnesi del paziente: ci permette di ottenere le informazioni utili alla definizione della diagnosi.
  • Ispezionare i piedi per rilevare la presenza di sintomi che possono far pensare alle complicanze tipiche del diabete (arrossamenti, ferite aperte, tagli, vesciche, ipercheratosi o volgarmente chiamati calli);
  • Ricercare i riflessi per valutare il rischio di insensibilità e quindi alto rischio di ulcerazione; si stima infatti intorno a 1/3 la percentuale dei diabetici affetti da neuropatia periferica, mentre 1/5 dei pazienti con nuova diagnosi di diabete mellito tipo 2 presenta già segni di arteriopatia periferica, per arrivare a circa la metà dopo dieci anni di malattia.
  • Medicare le ulcere podaliche;
  • Realizzazione di ortesi plantari su misura: Lo scarico delle pressioni plantari è probabilmente l’aspetto della terapia del piede diabetico maggiormente sostenuto dall’evidenza sperimentale, sia nella fase acuta, in cui vi siano presenti lesioni attive, sia in quella cronica, per attuare la prevenzione delle lesioni o delle recidive.
  • Consigliare calzature adeguate
  • Occuparci di educazione sanitaria: per l’igiene, la pulizia e la giusta idratazione del piede, fondamentale per la prevenzione.

Prevenzione per il piede diabetico

La prevenzione del piede diabetico si basa essenzialmente su uno screening adeguato:  
1. Identificazione del piede a rischio;  
2. Ispezione periodica ed esame del piede a rischio;  
3. Educazione dei pazienti, familiari e personale sanitario;  
4. Indossare calzature adeguate;  
5. Trattamento delle lesioni pre-ulcerative.
Non è raro poi che il podologo sia il primo specialista a sospettare che il paziente abbia il diabete, consigliando cosi visite specialistiche per una diagnosi certa.

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  • Trattamento Piede Diabetico (visite)
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